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vivere di paesaggio

Lo stornello (da non confondersi con la stornella romagnola) è un tipo di poesia generalmente improvvisata, molto semplice, d'argomento amoroso o satirico, affine alla filastrocca. Lo stornello è originario dell'Italia centrale, in particolare Umbria, Lazio e Marche, diffusosi successivamente anche nell'Italia meridionale.

Secondo alcuni storici della letteratura e della musica, il termine stornello deriverebbe dall'uso di cantare a storno e a rimbalzo di voce da un luogo a un altro. Un'altra ipotesi deriverebbe il termine "stornello" dal provenzale estorn, ossia combattimento, a sottolineare l'intento ludico dei cantanti, che si provocavano a vicenda indirizzandosi i versi improvvisati.



The stornello (not to be confused with the stornella romagnola) is a type of poetry generally improvised, very simple, with a love or satirical subject, similar to the nursery rhyme. The stornello is native to central Italy, particularly Umbria, Lazio and Marche, and later also spread to southern Italy.

According to some historians of literature and music, the term stornello derives from the use of singing in a starling and bouncing voice from one place to another. Another hypothesis would derive the term "stornello" from the Provençal estorn, meaning combat, to underline the playful intent of the singers, who provoked each other by directing their improvised verses.

lo stornello

Lo stornello (da non confondersi con la stornella romagnola) è un tipo di poesia generalmente improvvisata, molto semplice, d'argomento amoroso o satirico, affine alla filastrocca. Lo stornello è originario dell'Italia centrale, in particolare Umbria, Lazio e Marche, diffusosi successivamente anche nell'Italia meridionale.

Secondo alcuni storici della letteratura e della musica, il termine stornello deriverebbe dall'uso di cantare a storno e a rimbalzo di voce da un luogo a un altro. Un'altra ipotesi deriverebbe il termine "stornello" dal provenzale estorn, ossia combattimento, a sottolineare l'intento ludico dei cantanti, che si provocavano a vicenda indirizzandosi i versi improvvisati.



The stornello (not to be confused with the stornella romagnola) is a type of poetry generally improvised, very simple, with a love or satirical subject, similar to the nursery rhyme. The stornello is native to central Italy, particularly Umbria, Lazio and Marche, and later also spread to southern Italy.

According to some historians of literature and music, the term stornello derives from the use of singing in a starling and bouncing voice from one place to another. Another hypothesis would derive the term "stornello" from the Provençal estorn, meaning combat, to underline the playful intent of the singers, who provoked each other by directing their improvised verses.

Vivere di paesaggio.

uscita dal cinema

Vivere di paesaggio.

Cara maestra, un giorno m'insegnavi che a questo mondo noi siamo tutti uguali.
Ma quando entrava in classe il direttore
tu ci facevi alzare tutti in piedi, 
e quando entrava in classe il bidello
ci permettevi di restar seduti.

Egregio sindaco, 
m'hanno detto che un giorno
tu gridavi « vincere o morire  ».
Mi vuoi spiegare allora come mai
vinto non hai, eppure non sei morto, 
e al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva né vincere né morire?

cara maestra

Cara maestra, un giorno m'insegnavi che a questo mondo noi siamo tutti uguali.
Ma quando entrava in classe il direttore
tu ci facevi alzare tutti in piedi,
e quando entrava in classe il bidello
ci permettevi di restar seduti.

Egregio sindaco,
m'hanno detto che un giorno
tu gridavi « vincere o morire ».
Mi vuoi spiegare allora come mai
vinto non hai, eppure non sei morto,
e al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva né vincere né morire?

Come scendeva fina e giovane le scale Annina! Mordendosi la catenina d’oro, usciva via lasciando nel buio una scia di cipria, che non finiva. L’ora era di mattina presto, ancora albina. Ma come s’illuminava la strada dove lei passava! Tutto Cors’Amedeo, sentendola, si destava. Ne conosceva il neo sul labbro, e sottile la nuca e l’andatura ilare – la cintura stretta, che acre e gentile (Annina si voltava) all’opera stimolava. Andava in alba e in trina pari a un’operaia regina. Andava col volto franco (ma cauto, e vergine, il fianco) e tutta di lei risuonava al suo tacchettio la contrada.

l'uscita mattutina

Come scendeva fina e giovane le scale Annina! Mordendosi la catenina d’oro, usciva via lasciando nel buio una scia di cipria, che non finiva. L’ora era di mattina presto, ancora albina. Ma come s’illuminava la strada dove lei passava! Tutto Cors’Amedeo, sentendola, si destava. Ne conosceva il neo sul labbro, e sottile la nuca e l’andatura ilare – la cintura stretta, che acre e gentile (Annina si voltava) all’opera stimolava. Andava in alba e in trina pari a un’operaia regina. Andava col volto franco (ma cauto, e vergine, il fianco) e tutta di lei risuonava al suo tacchettio la contrada.

S'addentra nel bosco, o meglio si perde.
Lo conosce da ogni lato e a volo alato
spiegato migrando, frenato tornando

Si sente libero all'amo del ramo, 
tra le sue ombre e penombre,
le verdi volte ritorte, 
nel silenzio che scende avvolgente
e si frange a ogni istante

Qui tutto è in rima
come l'indovinello per un bambino.
Tra il fusto e l'arbusto
è quasi un terzo vicino

Sa, qui, cos'è fitto e folto
chi fa per tre e chi da sé,
cosa s'invola verso la nuvola,
o rimane in oscure fessure.

Che folla c'è nella forra, 
fogliame, fiorame, 
e chi, d'un fiato, 
è saltato, balzato di lato
qual'è il frassino e il faggio, 
l'elce e la felce, 
qui la morte è la sola
usa a parlare in prosa.

Conosce, riconosce somiglianze, abbondanze, 
legami, dettami correlati, celati, 
inizi intricati, indizi ingarbugliati
e nei recessi gli eccessi.

e persistere nel non sapere
qualcosa di importante.

moralità boschiva

S'addentra nel bosco, o meglio si perde.
Lo conosce da ogni lato e a volo alato
spiegato migrando, frenato tornando

Si sente libero all'amo del ramo,
tra le sue ombre e penombre,
le verdi volte ritorte,
nel silenzio che scende avvolgente
e si frange a ogni istante

Qui tutto è in rima
come l'indovinello per un bambino.
Tra il fusto e l'arbusto
è quasi un terzo vicino

Sa, qui, cos'è fitto e folto
chi fa per tre e chi da sé,
cosa s'invola verso la nuvola,
o rimane in oscure fessure.

Che folla c'è nella forra,
fogliame, fiorame,
e chi, d'un fiato,
è saltato, balzato di lato
qual'è il frassino e il faggio,
l'elce e la felce,
qui la morte è la sola
usa a parlare in prosa.

Conosce, riconosce somiglianze, abbondanze,
legami, dettami correlati, celati,
inizi intricati, indizi ingarbugliati
e nei recessi gli eccessi.

e persistere nel non sapere
qualcosa di importante.

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© 2025 by Enus Mazzoni

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